Sulla linea di confine (Alis e Delian)

Delian è ancora a terra, nella sua stanza, seduto con la schiena contro la porta. Il rumore d’un piccolo roditore – l’abitante sconosciuto del solaio – ha attirato Delian. Nessuno lo conosce, è la prima volta che abbandona la sua stanza e si aggira, ignaro del pericolo, per quei corridoi. Delian ha occhieggiato attraverso la fessura, ma non ha visto nulla. Allora è uscito un attimo – sempre sul chi vive – ma non ha visto nulla. Quando si è voltato verso la scala, però, si è scontrato con gli occhi di Alis. Ha chiuso la porta a chiave con urgenza, ed è tornato a sedere nel suo avamposto. Alis si è avvicinata, e si è seduta a terra – schiena contro schiena – sulla loro linea di confine: una porta di legno chiusa a chiave.

confine–Ciao Delian, lo so che sei lì dietro… Non torni a prendere il tuo ombrello? Sarei felice di dartelo se solo tu me lo chiedessi. –

(Silenzio)

–Beh, se non hai intenzione di parlare lo farò io. Devi pur sapere cosa sta succedendo oltre alla tua barricata. Riguarda tutti qui, riguarda anche te. –

(Sospiro)

Il prete si è messo a litigare con il nano. Ha insinuato che il Guardiano in realtà non esista perché nessuno di noi lo avrebbe mai visto. Beh, forse lo ha visto Geronimo quando è arrivato, ma lo sai che delle visioni alcoliche di quell’uomo nessuno si fida. E tu Delian, tu lo hai mai visto il Guardiano?

(Colpetto di tosse)

Oh, ora tossisci pure. Facciamo progressi. Vedi, io non l’ho mai visto, ma non è questo per cui sono tutti in fermento ora, riuniti nella stanza del prete per decidere cosa fare. Il fatto è che mentre ce ne stavamo seduti intorno al camino, a guardare lo spettacolo tra il prete e il nano, nella hall è entrato un uomo gigante, immenso. Quest’uomo ha dichiarato a gran voce di essere il Guardiano. Capisci lo sgomento?

(Colpetto di tosse doppio)

E tu pensi che sia finita qui? Lo pensavamo anche noi. Già quella dichiarazione di per sé, da quello sconosciuto, era bastata a scuotere tutti i nostri sistemi personali qui. Ma poi c’è stato il contraccolpo. Il nano si è messo ad urlare “Bada bene tu! Il Guardiano sono io qui dentro.” E lo ha urlato così forte, spingendo con così tanto vigore sul diaframma che per un attimo ci è sembrato che si sollevasse da terra sulla sua stessa voce. Io non so cosa pensare ora… Se il nano è sempre stato il Guardiano, chi è allora questo sconosciuto?

(Sospiro)

Senti Delian, io raggiungo gli altri nella stanza 407, dal prete. Sono cose importanti di cui parlare. C’è in gioco il nostro futuro qui, lo capisci? Sarebbe meglio che venissi anche tu o hai intenzione di lasciare che gli altri parlino per te?

(Silenzio)

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