Registro degli ospiti

Lascia un messaggio sul registro degli ospiti

L’ostello al momento è al completo. Tuttavia puoi lasciare traccia del tuo passaggio, scrivendo un messaggio al guardiano.

Cerchi rifugio? C’è qualcosa che vorresti lasciare fuori dalla porta?

Racconta la tua storia all’Ostello dei Folli.

19 Comments:

  1. …….onorata di aver collaborato……

  2. Io vorrei entrarci in questo ostello se esistesse anche nella realtà, però già immaginarlo mi conforta. Chissà se il guardiano farebbe entrare uno come me. Quando ero ragazzo ho tentato una fuga d’amore. Siamo stati per due giorni chiusi in un rifugio di montagna, ma poi abbiamo finito le scorte e avevamo paura di far morire i nostri genitori di crepacuore. Comunque, se ci fosse stato l’ostello dei folli, ci saremmo andati.

  3. Egregio guardiano, ho letto di questo “Ostello dei folli”….. e vorrei saperne di più….le pagine che ho divorato mi hanno bloccata sulla soglia…. intimorita, incuriosita,stuzzicata,perplessa,affascinata……non lo so….forse cerco rifugio, o forse cerco la stanza 108…..a proposito…..esiste una stanza 108?!!

    • Il Guardiano

      Cara Steph,
      La stanza 108 esiste se tu vuoi che esista. Se la tua storia ha bisogno di questo Ostello, potrei trovarti un posto.

      Il Guardiano

  4. …non so se sono io a dover entrare oppure se devo solo sbirciare e decidere di lascirvi dentro la quotidianità con tutti i suoi limiti, i suoi attori, e le frustrazioni che mi comporta…forse capirebbe, mentre io la fuori riuscirei ad emergere, proprio mentre lei, la mia quotidianità, con tutti i suoi sgraditi attori, vivrebbe la sua prima vera frustazione…o forse, semplicemente, dovrei entrare e soggiornare io stesso!

    • Il Guardiano

      Caro Massy,

      Forse c’è un personaggio dell’Ostello la cui storia forse un pò assomiglia alla tua.. E’ il “personaggio” della stanza 103. Non ha ancora deciso se rimanere qui tuttavia; si trova nel limbo. Alla fine io credo che resterà..
      Tutti hanno qualcosa da lasciare fuori dalla porta, ma a volte sono proprio gli insospettabili ad averne più bisogno. Proprio come lui. Là fuori, tutti, hanno identificato la sua vita con il successo; eppure non tutti, là fuori, sanno davvero cosa significhi vivere.. Per questo mi sono ritirato qui da molti anni ed accolgo ogni storia..
      Seguici.. e può darsi che troverai un pò di conforto. E poi non è detto che non decida di far entrare qui anche la tua storia .

      Il Guardiano

  5. Un’idea folle.
    Ma intrigante.

  6. Salve, il mio nome è Nina e ho desiderio di una stanza, ho dimenticato chi sono, ma so da dove sono venuta, lascio questo biglietto incollato al portone sperando che il custode lo legga…ora devo andare…..ma ripasserò.
    Nina

    • Il Guardiano

      Cara Nina,
      Tu fai parte di questo ostello sin dall’inizio.
      Si può dire che sei nata insieme a questo ostello. Lo hai dipinto :-) E’ chiaro che c’è una stanza per te qui. Farò entrare la tua voce nelle storie.

      Il Guardiano

  7. Gatta Suprema

    Ho cercato questo ostello da sempre…voglio allontanarmi dal mondo che mi circonda e di cui non faccio parte. Voglio allontanarmi non perché io mi senta emarginata ma perché non accetto di farmi contaminare dalle menti grigie e banali che vorrebbero vedere spenta la mia anima creativa. Ho bisogno di ritrovare il mio Io più profondo; chiedo pertanto di poter soggiornare in una stanza per il periodo di tempo necessario a lavarmi via i condizionamenti che mi si sono appiccicati addosso. Sono certa che qui potrei trovare il mio spazio interiore ed esteriore…

    • Il Guardiano

      Gatta Suprema,

      Grazie per esserti fermata qui. Raccontami di te e potrei vedere se si libera una stanza per la tua storia.

      Il Guardiano

  8. Ciao Custode,
    ho trovato il portone socchiuso e sono entrata, speravo di incontrarti e avevo voglia di far conoscenza con i tuoi nuovi ospiti, non ho avuto fortuna, l’ostello dormiva già da molte ore, ho ripercorso i corridoi bui e silenziosi come facevo un tempo, cercando di immaginare quale sorta di umanità riposava al di la delle porte chiuse, ho trovato nel ricreatorio tracce mischiate dei microcosmi che convivono in questo non luogo, alcune le ho riconosciute, altre no, con ogni probabilità, ancora, soggiornano vecchi compagni di viaggio….ora però….si è fatto tardi….il tempo la fuori scorre strambo, veloce e affannato….bisogna che ritorni la da dove non sono venuta…
    lascio il portone socchiuso, cosi come l’ho trovato….nulla succede mai per caso…..ripasserò…
    A presto
    Nina

    • Nina, tu puoi passare quando vuoi. C’è sempre una stanza per te.
      Ho notato una cosa : stai passando spesso ultimamente! Forse hai bisogno di fermarti un po’ qui con noi.

      • Caro Custode….niente portone aperto…..peccato,
        ho la sensazione che il destino sia determinato a concederci solo conversazioni epistolari,
        poco male, non mi dispiace affatto nell’era della comunicazione veloce, questo scambio a tempo non determinato,
        ma torniamo a noi…non è momento perchè io possa rientrare o meglio non sento il bisogno di farlo, ma è piacevole, in tutta sincerità, deviare il percorso e capitare “inconsapevolmente” davanti a questo enorme portone scuro, che tanto incuriosisce gli adulti e impaurisce i piccini,
        l’eco dell’Ostello come tu ben sai, ormai da tempo ha oltrepassato le porte della città, e non poche leggende circolano su questo insolito luogo, è proprio vero che la non conoscenza genera curiosità.
        Quando i tempi saranno maturi, ti porterò dei disegni che ho avuto in regalo da un vecchio signore incontrato al porto, il suo aspetto richiamava un marinaio d’altri tempi, al bordo del marciapiede, attirava l’attenzione dei passanti raccontando di un ostello e dei suoi ospiti, ho parlato a lungo con lui, viveva nella speranza di poter ritornare nella sua stanza, ma non riusciva più a trovare la strada, si era perduto, disegnava per i passanti le stanze dell’ostello, sperando che qualcuno potesse indicargli la via, ma la realtà è che ognuno la via se la deve scovare da sé,
        spesso mi ritorna alla memoria quel vecchio appesantito dagli anni e dal troppo alcool bevuto…..chissà se si trova ancora li dove l’ho lasciato…….e chissà poi se la stanza tanto agognata era frutto di un desiderio o ricordo di una realtà smarrita….
        ora non è tardi, è tardissimo devo scappare veloce, a casa mi attende una nuova compagna, mi è stata lasciata da una cara amica che suo malgrado è dovuta andare altrove…prima o poi ti racconterò di loro…ma non ora ….non è tempo…..
        Nina

        • Ciao Nina,
          Vedo che continui a far ritorno da noi. Il portone non è mai chiuso; basta bussare e qualcuno ti aprirà. Non è detto che tu voglia o possa fermarti con noi, ma in ogni caso puoi sempre scambiare due parole nel ricreatorio… a proposito, ti sei ricreata?
          In ogni caso, aspetto i disegni.

  9. Salve,
    sono Michele e nella vita non faccio nulla. Lo faccio di lavoro, è diventato quasi un’abitudine alla quale non so rinunciare. Oggi, per lavoro (e vorrei precisare che non fafccio nulla) devo alloggiare qui. Sa, devo pensare ad alcune cose.
    Dimenticavo, sono un topo, è un problema?

    • Ciao Topo Michele,

      In effetti, da quando venne fatta la disinfestazione tanti anni or sono, questa è la prima volta che abbiamo un topolino qui. In che stanza ti sei sistemato? Pensavo di farti entrare nella storia a questo punto… Magari potresti intrattenere un poco la Signora Marilù.

      • In realtà, mi sono posizionato dentro una delle scarpe enormi di Biagio. Principalmente perchè mi piace il formaggio, e da qui l’aroma è veramente forte. Sto benissimo. Grazie.
        Domani può mica farmi trovare un pezzo di grana padano dietro la sedia della reception? Già che c’è, mi serve una foto di New York in bianco e nero, una maglietta dei ROlling Stones taglia XL, uno schiacciasassi ,un documento nuovo e una biro colore nero.
        Grazie la pagherò, stia pur certo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *